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LA CAMPAGNA DESULESE

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Foresta di Girgini:

La splendida e rigogliosa foresta di Girgini
è caratterizzata da una ricca vegetazione di
secolari lecci, roverelle, tassi, aceri, agrifo-
gli e da graziose specie floreali come le
orchidee selvatiche, i ciclamini e le peonie.

Fonte di Santa Maria:

La piccola cappella dedicata a S. Maria si trova sotto il
livello stradale nella strada che collega Tascusì a Tonara.
È stata realizzata vicino ad una fonte d’acqua in cui si
crede vi sia stata l’apparizione della Madonna.

Il Nuraghe:

Il nuraghe Ura ‘e sole, situato nel passo di Tascusì a
circa 1300 m. di altitudine, è il nuraghe più alto di tutta la Sardegna.

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ITINERARIO: (da http://www.sardegnaweb.it)

Il Gennargentu, "tetto" dell’isola, è un’area conosciuta in tutto il mondo per il suo pregiato ambiente naturale e per il peculiare ambiente umano, con le sue millenarie usanze ed abitudini. Le caratteristiche del massiccio sono quelle di un vasto territorio disabitato, nel quale l’uomo conduce in sterminati e solitari pascoli, i propri animali. Una consuetudine che si ripete da secoli, come da tempo immemorabile, durante la stagione autunnale, si ripete la tradizionale raccolta delle castagne. Ancora oggi si possono ammirare le donne, spesso vestite con lo splendido costume, chinate per riempire le ceste del prelibato frutto. È sorprendente osservare queste persone immerse in un ambiente ameno dalle tinte giallo-dorate delle vaste distese dei boschi di castagni e noccioli. Il bosco offre splendidi scenari anche durante la stagione primaverile (maggio-giugno) con lo spettacolo della fioritura dei castagni: per osservare il fenomeno è meglio recarsi sulla strada in direzione di Fonni, nella valle del Rio Aratu. Risalendo invece dal paese sulla strada principale si giunge al passo di Tascusì (m 1.245), dove sono situati un rifugio e la chiesetta della Madonna della Neve (festa della Madonna della Neve prima domenica di agosto). Tascusì oltrechè punto ideale per iniziare le escursioni nel vasto versante sud-occidentale del Gennargentu è anche importante zona archeologica, fatto che conferma la millenaria presenza dell’uomo in queste aree. Il nuraghe Ura ‘e Sole, a 1.331 m d’altezza è il monumento megalitico posto in posizione più elevata fra i circa 7.000 nuraghi attualmente conosciuti nell’isola. Dallo stesso passo di Tascusì, in direzione est (a destra giungendo da Desulo) si diramano due strade. La più larga (lato nord, accanto al rifugio) percorre l’alta valle del Rio Aratu con vista sulle cime del Bruncu Spina, costeggiando il Monte d’Iscudu (m 1.599). Al termine della strada, a piedi o in auto, si risale per una stretta e ripida strada asfaltata raggiungendo il rifugio s’Arena (m 1.500); in inverno vi funziona saltuariamente un piccolo impianto di risalita mobile, con pista per sci da discesa. Da qui, lasciata l’auto, si può scalare il versante sud del Bruncu Spina (m 1.829 - sentiero ripido poco evidente), o costeggiare gli imponenti costoni fino alla base della Punta Lamarmora. Per conquistare la cima più alta dell’isola si raggiungono e si superano i ruderi del rifugio Lamarmora (m 1.610). Il rifugio fu costruito nel 1910 ai piedi della Punta Paulinu (m 1.792) in direzione sud-ovest rispetto alla cima. Si prosegue poi sulle creste fino a raggiungere la sommità della Punta Lamarmora (m 1.834 – punto più alto dell’isola). Le emozioni provate possono essere indescrivibili, soprattutto se la giornata scelta per effettuare l’escursione è limpida: il panorama spazia a 360 gradi su tutta l’isola e quando le condizioni della visibilità sono eccezionali si osserva il Mare Mediterraneo su tre lati della costa sarda (est, sud, ovest) mentre a nord si scorgono le cime della Corsica. L’escursione non è difficile ma faticosa. Sono necessari allenamento, buon equipaggiamento, carte dettagliate dei sentieri o l’accompagnamento di una delle guide locali; le stesse che organizzano, in estate, emozionanti scalate notturne da effettuarsi in gruppo per raggiungere il tetto dell’isola. Imboccando la strada prima strada che procede verso sud-est (più vicino al paese rispetto alla strada descritta precedentemente), ci si avvicina al settore meridionale del massiccio del Gennargentu. Giunti al passo Arcu Guddetorgiu (m 1.123) si incontra un quadrivio che si lascia a destra (ovest); proseguendo si lascia un’altra deviazione per Desulo e, verso sud, la continuazione verso Aritzo (vedi); prendendo a sinistra, nord, si giunge sul versante meridionale del Gennargentu, il Toneri Girgini (m 1.218, “roccia” della Vergine), coperto da uno splendido bosco di lecci, sotto il Bruncu Furau (m 1.511; nei pressi, azienda agrituristica, possibilità di escursioni guidate). In tutto il Gennargentu si ammira una fauna molto interessante: fra gli uccelli l’aquila reale, l’aquila del Bonelli, il nibbio reale, il grifone, lo spioncello, il culbianco, il codirossone; fra i mammiferi il cinghiale, la volpe, la martora, il gatto selvatico, la donnola, la lepre, il muflone e molti altri. La flora è altrettanto rigogliosa: secolari, splendide roverelle e poi lecci, tassi, agrifogli, castagni, noccioli, ginepri nani fra gli alberi; timo, elicriso, santolina, astragalo e svariate specie esclusive della zona di notevole interesse. Il substrato geologico è costituito da scisto e da granito: un’impalcatura antica, risalente all’Era Primaria.
 

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